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Kierkegaard



 Kierkegaard: la filosofia dell’esistenza 

Quando si studia filosofia spesso sembra tutto molto astratto: grandi teorie, concetti complicati e parole difficili. Però con Søren Kierkegaard la filosofia cambia completamente. Lui non parla solo di idee lontane dalla vita, ma parla di come viviamo, delle nostre scelte, delle paure e di chi vogliamo diventare. Per questo è considerato il padre della filosofia dell’esistenza.


Kierkegaard nasce nel 1813 a Copenaghen, in Danimarca. Vive una vita piuttosto solitaria e molto riflessiva. Fin da giovane si pone tante domande sulla fede, sulla libertà e sul senso della vita. Tutta la sua filosofia nasce proprio da questo: capire cosa significa davvero essere una persona.

Una delle idee più importanti di Kierkegaard è che ogni individuo è unico. Secondo lui non esistono regole universali che possano spiegare completamente la vita di una persona. Ognuno di noi deve fare le proprie scelte e assumersi la responsabilità di ciò che diventa. Per questo la filosofia di Kierkegaard mette al centro l’individuo, non la massa o la società.

Per Kierkegaard la vita è fatta soprattutto di scelte. Ogni scelta che facciamo cambia il nostro percorso. Non scegliere è già una scelta. Questo però può creare una sensazione molto forte: l’angoscia. L’angoscia non è solo paura, ma è il sentimento che proviamo quando capiamo che siamo davvero liberi e che il nostro futuro dipende dalle decisioni che prendiamo.


Kierkegaard dice che nella vita le persone possono vivere in tre modi diversi, che lui chiama stadi dell’esistenza.

Il primo è lo stadio estetico. In questa fase la persona vive cercando solo piacere, divertimento e novità. Non pensa molto al futuro o alla responsabilità. Vive momento per momento. Però questo stile di vita alla lunga porta alla noia e al vuoto, perché la persona si accorge che il piacere da solo non basta per dare senso alla vita.

Il secondo è lo stadio etico. Qui la persona comincia a vivere in modo più responsabile. Fa delle scelte stabili, rispetta le regole e i valori morali, pensa al lavoro, alla famiglia e ai doveri. In questa fase la vita è più seria e ordinata rispetto allo stadio estetico.

Il terzo è lo stadio religioso, che per Kierkegaard è il più profondo. In questo livello la persona vive un rapporto personale con Dio. La fede però non è qualcosa di razionale o dimostrabile: è una scelta personale, un vero e proprio “salto di fede”. Questo significa che credere richiede coraggio, perché non si hanno certezze assolute.

Per spiegare questa idea Kierkegaard usa spesso l’esempio della storia biblica di Abramo, che è disposto a sacrificare il figlio perché ha fede in Dio. Questo esempio serve per mostrare quanto la fede possa andare oltre la logica e le regole normali.

Un’altra cosa molto importante nella filosofia di Kierkegaard è la disperazione. Secondo lui la disperazione nasce quando una persona non riesce a essere davvero se stessa. Molte persone vivono seguendo quello che vogliono gli altri o quello che la società si aspetta da loro. In questo modo però perdono il contatto con la propria identità.

Per Kierkegaard diventare se stessi è il compito più difficile ma anche il più importante della vita. Non è qualcosa che succede automaticamente: è un percorso fatto di scelte, dubbi, errori e crescita.

Per questo motivo Kierkegaard è considerato uno dei pensatori più importanti per la filosofia moderna e ha influenzato molto la corrente chiamata Esistenzialismo. Anche se questa corrente si svilupperà soprattutto nel Novecento, molte delle sue idee nascono proprio dalle riflessioni di Kierkegaard sull’individuo, sulla libertà e sull’angoscia.


Alla fine il messaggio principale della sua filosofia è molto chiaro: la vita non ha un significato già pronto, ma ognuno di noi deve costruirlo attraverso le proprie scelte. Essere una persona autentica significa avere il coraggio di vivere secondo ciò che si è davvero, anche quando questo è difficile.

Ed è proprio per questo che, ancora oggi, il pensiero di Kierkegaard continua a parlare a tante persone: perché mette al centro la domanda più importante di tutte, cioè chi vogliamo diventare nella nostra vita.

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